La rinascita di St.Croix: un “hip” annunciato per le Vergini Americane

Inserito il 23 ott, 2007

L’isola di St.Croix sembra definitivamente uscita dall’ombra delle due sorelle, St.Thomas uno dei porti dei Caraibi maggiormente frequentati e mecca dello shopping e St.John, isola perfetta nella sua naturalezza.

Per alcuni anni il trend turistico ha quasi disdegnato l’isola maggiore dell’arcipelago “stelle & strisce”, sottovalutandone il fascino discreto di quest’isola, completamente immersa nelle acque del Mar dei Caraibi e circondata dalla barriera corallina. In realtà St.Croix è stata umiliata da Hugo, uragano nefando a forza quattro, che la distrusse nel Settembre del 1989 eliminando almeno il 90% dei suoi edifici.La saga drammatica fu esaltata dai media, mostrando immagini di distruzione che durarono nella memoria durante tutti gli anni ’90. Se St.Thomas e St.John ricevono due milioni di crocieristi all’anno ed almeno mezzo milione di vacanzieri vi arriva in aereo, St.Croix può contare circa 150.000 visitatori l’anno. St.Thomas offre 4.000 camere d’albergo, St.Croix 500.cartina-stcroix.jpg

Ma la saga è giunta al suo termine. E’ giunto il momento del rinascimento di St.Croix.

Investimenti importanti per ulteriori sviluppi di resort, casinò, campi da golf e marine per yacht stanno arrivando sull’isola, mentre nuove finanze hanno già realizzato progetti quali il mini golf, la Spa e l’ampliamento del Divi Carina Bay Resort, l’unico albergo attualmente a disporre un Casinò alle Vergini Americane. Leggi tutta la notizia »

Al Carambola Resort di St.Croix per un tocco d’intimità

Inserito il 8 ott, 2007

carambola3.jpgIl Carambola Beach Resort é ben nascosto: tra il verde della lussureggiante foresta tropicale, incastonato in una piccola baia, ci si arriva dall’alto, dalla strada che scende sinuosa ed irta dal Golf & Country Club omonimo, giù verso la costa, il tratto più occidentale dell’isola di St.Croix; oltre il Carambola Resort la falesia, a strapiombo sul mare. La posizione di questo resort di lusso introduce già al concetto di “luogo lontano dagli sguardi”, intimo, e - grazie alla sua posizione drammatica - romantico. Solo i tetti rossi spiccano per chi vi arriva. Poi, percorsa la discesa che conduce all’entrata dell’albergo, ecco apparire la struttura, fatta da un corpo centrale discreto, poco appariscente, con vaga architettura orientale, arcate di legno che digradano verso il mare e dalle cui ali - a destra e a sinistra - si sviluppano alcuni degli ambienti del resort: la SPA, con luci soffuse, la reception, il ristorante, il bar, la grande sala riunioni. Oltre c’è la spiaggia. Leggi tutta la notizia »

Art Fusion per chi vuole avvicinarsi agli artisti isolani

Inserito il 8 ott, 2007

artfusioncover.jpgE’ una pubblicazione semestrale, ART FUSION, alla sua seconda edizione nell’Autunno 2007 ed in distribuzione nei maggiori centri culturali sulle tre isole, ma anche in distinti alberghi e musei. Trattasi di un manualetto tascabile, a colori, nato forse da artisti ispirati a visonari, ma che senza dubbio hanno unito le forze e la collaborazione tra tanti individui ed imprese sulle tre siole, per dar voce a quest’opuscolo. Le Vergini Americane non si limitano unicamente al sole, alle belle spiagge, alla natura abbondante ed alle brezze degli alisei. Offrono uno spesso strato di tradizioni e cultura, nonché di genti. Questo patrimonio unico - visibile nelle architetture ancora presenti e protette -, ha attirato molti artisti da tutto il globo che hanno saputo trarre con gli artisti delle Virgin Islands elementi d’ispirazione per la loro arte e per la loro carriera professionale. Ogni visitatore alle isole dovrebbe lasciar spazio anche all’arte ed avvicinarsi a quest’espressione così forte nell’arcipelago: visitare musei, gallerie d’arte, l’archeologia storica e coloniale e capire sia il passato sia il presente, entrando nelle sfere e negli ingredienti che hanno forgiato le genti di queste isole. L’opuscolo é un mezzo per avvicinarsi a questo mondo e contiene anche la lista completa del Virgin Islands Council on the Arts Artists & Organizational Registry List, che facilita la ricerca degli artisti e delle organizzazioni ad essi correlate. Chi voglia visionarne una copia può sempre consultare il sito: www.artfusionmagazine.com e sfogliare l’opuscolo dalla propria scrivania.

The Buccaneer: un resort di vera eleganza si fa il lifting

Inserito il 5 ott, 2007

areal-view-of-property.bmpSiamo stati a St.Croix proprio a Settembre 2007 ed abbiamo soggiornato al favoloso The Buccaneer Resort, un ….sette stelle (!?!). Che dire di quest’albergo che non tradisce mai ? Elegante, raffinato nei dettagli, ottima posizione, belle le sue tre spiagge, ottima la gastronomia per altro curatissima anche nella selezione vini. Insomma é un vero piacere essere cullati in questa struttura che, per altro, non é snob ! Stanno completando per Dicembre tutta la sezione del corpo centrale dell’albergo, sito sulla collina e dove gli ospiti arrivano e tradizionalmente effettuano la registrazione. Quest’area sta cambiando per migliorare ancor più l’impatto ospitale, comunque con il classico colore rosa che é un’identità storica del The Buccaneer. Tra le sorprese per gli Italiani che sceglieranno quest’albergo: un foglio notizie in Italiano che viene consegnato all’ospite all’atto della registrazione, così finalmente, anche chi non sa telefonare a casa, può destreggiarsi facillmente !!! Quello che ci ha colpito è la gradevolezza del personale che ci lavora: sempre gentili, sorridenti, curatissimi e disponibili. Si capisce chiaramente che amano il proprio albergo e sono orgogliosi di lavorarci. Alcune di queste persone vi lavorano da almeno 20 anni e non intendono certo cambiare albergo. Tutto questo è ancora più confortante, sapendo quindi che ci presta servizio e ci rende la vacanza al The Buccaneer ancora più allettante é gente che crede in quello che fa e non sono “stagionali” casuali…Noi non possiamo che elogiare questo resort e stimolare chi vuole un ricordo veramente “bello”, a soggiornarvi. Book The Buccaneer Right Now ! 

TEMPO: secondo appuntamento concerti dal vivo a St.Croix

Inserito il 5 ott, 2007

welcome_banner.jpegAl suo secondo anno TEMPO annuncia l’appuntamento per il mega concerto dal vivo al Rudolph Schulterbrandt Agricultural Complex sull’isola di St.Croix il 10 Novembre 2007. Il Sabato si esibiscono i talenti delle Virgin Islands: Ronny Benjamin Sr.,Spectrum,Niyorah,Jahman, Danny I e JDPP Jammerz insieme ad artisti internazionali. Il weekend di musica si conclude con un Rise & Shine Gospel Brunch la Domenica 11 Novembre. Per quest’occasione esistono sistemazioni in alberghi isolani che prevedono un soggiorno di almeno 4 notti, il 25% di sconto sulla camera doppia, un libricino di buoni sconto del valore complessivo di 1,600 $ da spendere sull’isola, compreso un cupone del valore di 50$ per una cena. Le prenotazioni sono già aperte, fino al 31 Ottobre, per tutti quei viaggi e soggiorni che si compiano dal 4 all’11 Novembre, 2007. moretempo.gifCollegatevi al sito: www.cheapcaribbean.com. Se invece volete scoprire di più su TEMPO: www.gottempo.com , trovate immagini accattivanti ed energetiche della prima edizione del concerto, filmati ed altro…a ritmo sfrenato di musica!

Un sito web per ogni emergenza creato dall’Ufficio del Turismo

Inserito il 5 ott, 2007

Il nuovo sito www.usviupdate.com é stato creato dall’Ufficio del Turismo delle Vergini Americane quale centro informativo di riferimento in casi d’emergenza: un mezzo per dispacciare velocemente ogni notizia importante, ogni informativa in caso di uragani o altre informazioni che interessino il turista ed il visitatore che vada alle US Virgin Islands. In questo sito si trovano anche utili indirizzi: una guida con la lista delle linee aeree, degli alberghi, degli aeroporti ad esempio. Quindi anche informazioni sulle condizioni meteo nonché una linea diretta di richiesta da parte della stampa, ovviamente con una serie di comunicati stampa d’interesse. Un altro servizio utile che l’Ufficio del Turismo dedica attivandosi a rispondere in breve tempo grazie al suo Team PR efficientissimo e sempre disponibile.

ROY LAWAETZ: dalle Isole Vergini Americane un artista di St.Croix alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze.

Inserito il 5 ott, 2007

Nuove esperienze visive dei Caraibi nella visione pittorica triangolare dell’arte, quest’anno aroy-and-rum-barrel-lady.jpglla Biennale d’Arte di Firenze a Dicembre 2007. Roy Lawaetz è l’artista dei Caraibi che giunge da St.Croix, la più grande isola dell’arcipelago delle Vergini USA, per esporre alla sesta edizione fiorentina dal 1° al 9 Dicembre 2007. La partecipazione di Roy Lawaetz è annunciata dall’Ufficio del Turismo delle Isole Vergini Americane in Italia.Un’occasione unica per ritrovare nell’arte di Lawaetz - così varia, vitale e rinvigorente - le tracce di una profonda cultura indigena che risale all’archeologia delle isole. Già ragazzino Roy Lawaetz trascorreva il doposcuola al Museo Archeologico di St.Croix per apprendere le origini del suo popolo. I Taino e gli Arawak, indiani nativi, colpirono la sua attenzione proprio per le forme adottate negli oggetti rituali: la pietra ZEMI triangolare. In questo sasso levigato - oggetto di culto e relitto storico - si racchiude l’essenza dell’immagine triangolare, che é forma universale prima ancora del rettangolo convenzionale, del cerchio oppure dell’ovale. Questa forma triangolare primordiale, che esula dall’influenza architettonica del mondo occidentale, è un ideale che influenza ed ispira Roy Lawaetz nella sua libera immaginazione. Lawaetz fugge dal concetto che la forma zemi.jpgtriangolare ZEMI è solo idolo pagano di una popolazione non cristiana, simbolizzante solamente un’aberrazione. Queste pietre arcaiche non sono solo meri relitti storici: misurano alcuni centimetri - se comparate alle misure colossali delle Piramidi d’Egitto - ed emanano qualcosa dimisterioso. Cristoforo Colombo quando approdò a St.Croix durante il suo secondo viaggio transatlantico nel 1493, portò con se alcuni esemplari ZEMI poiché gli Europei consideravano queste forme triangolari una curiosità artistica. Gli Spagnoli, ovviamente accecati dall’appariscenza dell’oro e dal fanatismo religioso, non esitarono a distruggere ogni tesoro artistico della cultura preistorica delle Antille. Per questa ragione anche 500 anni dopo la Conquista, la conoscenza della cultura Taino nel mondo è veramente ridotta al minimo. Esistono alcuni manufatti  che miracolosamente sono sopravvissuti e sono conservati allo Smithsonian Institution a Washington, al The Heye Foundation a New York, al Museo dell’America a Madrid, al British Museum a Londra, all’Etnographic Museum di Copenhagen ed al Museo dell’Uomo a Parigi, oltre a poche collezioni private e pubbliche. Forse questa cultura preistorica - che risale all’incirca al 100 B.C. - con le sue caratteristiche singolari, ha conquistato un lembo di riconoscimento grazie a valide istituzioni archeologiche, ma ciò nonostante non è stata integrata nelle dinamiche del folklore e del turismo dei Caraibi. Lawaetz non vuole che l’antica cultura delle Antille sia roy-studio-stx-013.jpgridotta ad un terreno di scavi archeologici o a temi e miti dimenticati! I Taino, che contavano una popolazione di  almeno due milioni, hanno lasciato una civiltà ricca di forme triangolari ed unica, un culto del ciclo della vita e degli elementi terrestri che condizionano ed alterano la vita dell’uomo. Vento, acqua e sole hanno giocato un ruolo vitale nell’arcipelago dei Caraibi e le pietre triangolari ZEMI sono ancore psicologiche per annientare la paura, per alimentare la speranza e la convinzione tra mondo conosciuto e sconosciuto. Queste forme a tre punte hanno rappresentato la configurazione pre Cristiana dell’ideale della Divina Trinità prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo. C’è quindi un parallelismo ironico. Oggi c’è una tendenza al recupero dell’antica civiltà Taino. Il Modular Triangular System di Roy Lawaetz è un esempio del rinnovato interesse nei Taino.
Lawaezt esalta il significato del triangolo per uscire dalla conformità rettangolare del mondo dell’arte, quindi della conversione dello spazio tridimensionale in una rappresentazione bidimensionale. L’arte in questo modo rimane chiusa nelle sue cornici rettangolari. E’ un uso incontestato del rettangolo, tale da essere adottata impunemente dall’industria, dai fornitori, dalle gallerie e dai musei d’arte, dalle stampe della riproduzione massificata fino alle aste.
Forse abbandonare il rettangolo è difficile, considerandone la sua esistenza nel corso dei secoli? Forse il rettangolo offre agli artisti un formato pratico sul quale poi dipingere? O forse oggi il rettangolo rappresenta - tutto sommato - un business di milioni di miliardi. Tutto è rettangolare nel mondo degli umani: il letto, le porte, le costruzioni prefabbricate, i tappeti, le tovaglie, i libri, gli schermi dei computer e tutti gli strumenti di base legati all’apprendimento.  Nell’arte il rettangolo è stato adottato dagli artisti per emulazione. E’ sempre stato il formato per il quale l’artista è stato giudicato per la posterità. Usato da milioni d’artisti, da studenti d’arte in tutto il mondo. Forse  che i quattro angoli del rettangolo sono fondamentali per la percezione dell’artista? Van Gogh, ad esempio, usava una cornice rettangolare per creare prospettiva.
E se di colpo la superficie rettangolare sulla quale l’artista lavora, si staccasse dalla realtà di normativa accettata e diventasse triangolare ?
Lawaetz recupera dalle civiltà scomparse la chiave alle verità universali, oltre al significato archeologico. La forma rettangolare - riferimento dei valori occidentali - è abbandonata da Lawaetz e rimpiazzata con il triangolo per sviluppare un’estetica esplorativa legata alla cultura dei Caraibi.  Lawaetz trasforma così il mito ZEMI in una piattaforma multi culturale e promuove il triangolo a forma legittima, per offrire espansione all’espressione artistica. Il triangolo ha una potenzialità nascosta e può diventare progetto estetico oltre che nuovo linguaggio pittorico. Il Modular Triangular System di Roy Lawaetz offre tutte queste soluzioni:

Angolarità: immobilizza un fattore dinamico in un’equazione artistica.
Diversità: applicazioni multiple a supporto di una serie svariata d’opzioni
Flessibilità: offre all’artista una nuova base di supporto per l’innovazione
Formati: design alternativo indipendente dalle configurazioni pre-stabilite
Interazione: integrazione tecnologica che dona il supporto a nuovi ruoli di partecipazione

Inter-Aggancio: combina elementi di frammenti individuali con ottima versatilità
Modularità: offre una qualità organica al supporto per la pittura
Mutazione: gli elementi della tela d’artista si possono espandere per inglobare altri formati distinti
Scultura: la tridimensionalità può essere integrata nella forma artistica, se si desidera
Riempimento-Vuoto: la relazione tra i due elementi può accentuarsi sensibilmente.
Roy Lawaetz ricorda che quando gli schiavi neri dell’Africa furono introdotti nella regione dei Caraibi, nuovamente il concetto del triangolo ritornò in voga, non più come forma ZEMI dei Taino, ma nel concetto del triangolo associato alla tratta degli schiavi ed al commercio coloniale. Così il triangolo per Roy Lawaetz s’associa anche al fenomeno della schiavitù dei neri. Il triangolo assume un ruolo importante nella storia dei Caraibi: è provocazione per capire il passato, è una via d’uscita per illustrare una particolare tradizione specifica di questa regione geografica, ed al contempo un percorso di liberazione per ritrovare la propria identità. Il background unico dei Caraibi, la sua geografia e complessità, possono certamente produrre stimoli per uno stile artistico che nasce dalle sue ricche origini culturali e dalla sua frammentazione storica.

Ecco il principio di Roy Lawaetz: il triangolo quale forma di partenza.
book.gifIl Triangular Modular System offre ben 50 forme diverse per variabili non convenzionali sulle quali poi dipingere. Ovviamente tutte le forme sono fatte su misura, e non sono certo disponibili nei negozi di materiali per gli artisti. Paradossalmente, benché sia un grande unico denominatore dell’Arte, il rettangolo restringe le possibilità multi culturali, Il triangolo collegato insieme con altri triangoli stabilisce una nicchia e qualità nell’arte, estendendone la sua dimensione grazie alla moltiplicazione o tramite forme mutanti. Il ruolo del triangolo nell’arte trasforma e, molteplici triangoli su tela possono diventare link attivi nel processo di costruzione di un intero dipinto. L’artista può lavorare, infatti, con i singoli triangoli che sono creati per una distinta forma, e la forma finale è il risultato di un processo pittorico che si configura unendo tutti i triangoli. Pensate poi a com’è comodo smontare ogni triangolo che compone un’opera, riporli oppure inviarli alle mostre, espandendo o componendo l’opera secondo la decisione dell’artista, in piena libertà di scelta, e con la potenzialità creativa di un lavoro veramente individuale! Per un Nuova Eta’ dell’Arte il Triangular Modular System può diventare parte integrante dell’arte industriale, con una dimensione vibrante. Ma queste sono supposizioni ancora sconosciute. Fatto sta che Roy Laweatz non fa morire il supporto della pittura. Forse contribuisce a riscoprirlo. (www.roylawaetz.com)