Crociere: variazioni di rotta !
Recentemente le Isole Vergini Americane hanno affrontato gli esperti ed i manager delle maggiori compagnie crocieristiche, a Miami e ne hanno studiato accuratamente i riscontri ottenuti. E’ un dato di fatto che nuovi porti ed attracchi crocieristici si sono aggiunti a quelli già esistenti, nel mondo. Tra questi anche alle Isole Vergini Americane, con lo scalo di St.Croix che si aggiunge a quello già famoso di St.Thomas, porto naturale con la bella baia di Charlotte Amalie.La tematica dei porti crocieristisci implica questioni di traffico e questioni ambientali. Senza dubbio un porto già ampiamente sfruttato e trafficato porta stress sia ai locali sia agli stessi turisti. E’ comunque importante che le autorità locali, le compagnie di navigazione ed i porti, possano contribuire unitamente al rinnovo di porti non ancora sfruttati o non-usati, a beneficio delle parti coinvolte. I locali diventerebbero parte integrante del sistema e della comunità. Un’inchiesta che la Commissioner del Turismo delle Vergini USA, Signora Beverly Nicholson Doty, ha recentemente finalizzato nel porto di Charlotte
Amalie a St.Thomas, dimostra che i passeggeri delle navi da crociera desiderano qualcosa di nuovo, di diverso, di inusuale. I crocieristi richiedono nuove attività. Pertanto il prodotto ad oggi disponibile necessità di una rinfrescata.Questo riguarda quindi le Isole Vergini Americane, che possono differenziare l’offerta con l’aggiunta di un secondo scalo nel proprio arcipelago.Tutto ciò appare ancor più impellente se si constata l’emergere di nuovi scali alternativi nel Mediterraneo, nel Mar Baltico ed in Asia. Si stima che i Caraibi possano perdere il 5% del traffico nel 2009 in favore del Mediterraneo. Le navi che fanno rotta ai Caraibi sono molto più grandi ed accolgono un maggior numero di crocieristi. Si stima quindi che il numero dei passeggeri rimanga statico Un buon esempio é la nuova nave Genesis della Royal Caribbean Cruise Line: può accogliere fino a 5000 passeggeri ! “Nonostante la concorrenza dell’Europa e dell’Asia, i Caraibi rimangono una meta prediletta con un forte prodotto crocieristico“, afferma Nicholson Doty. C’è un nuovo futuro nell’aria per St.Croix: forse alcune compagnie cambieranno la propria rotta puntando allo scalo di St.Croix, posizionato nella storica cittadina coloniale di Frederiksted !
Il gruppo alberghiero Wyndham Hotels and Resorts sembra voglia gestire un progetto a lungo ritardato: il Golden Gaming casino resort sulla costa meridionale di St.Croix, stante all’annuncio dell’investitore Paul Golden rilasciato lo scorso Febbraio 2008. Quest’operazione dovrebbe quindi acquisire il nome di Wyndham St.Croix Golf Resort and Casino. Dopo ben sette anni l’azienda Golden Resorts non può che ritenersi soddisfatta ed onorata di aver ottenuto dal gruppo Wyndham quest’impegno. Il gruppo gestisce 24 proprietà nell’area caraibica e nell’America Latina. Si pensa quindi che l’inizio dei lavori a Marzo 2008, possa portare a termine il progetto entro il 2010. Questo progetto é stato ampiamente osteggiato fin dal 2004, all’atto della richiesta dei permessi da parte della Coastal Zone Management dell’isola. Ma le complicazioni sono giunte anche grazie agli ambientalisti che si preoccupano della zona ecologicamente delicata, situata nei pressi di Great Pond.Tutti i gruppi conservazionisti di St.Croix continuano ad opporsi vigorosamente. Ciò nonostante: il resort offrirà 400 camere di lusso, pari ad un investimento di circa 250 milioni di dollari, comprensivi di centro conference per St.Croix, per un’estensione di almeno 3.995 metri quadrati. Il terreno di cui si parla é di 118 ettari circa. Il complesso prevede anche un campo da golf 18 buche con firma Jack Nicklaus, una Spa ed un fitmess center, quattro ristoranti, lounges, negozi ed un kids club. Tutto ciò sulle sponde della costa meridionale, nei pressi di Christiansted, cittadina coloniale, patrimonio storico e monumentale dei tempi delle colonie.Il Presidente del gruppo Wyndham, Peter Strebel, afferma che questo nuovo albergo a St.Croix potrebbe il portfolio delle strutture presenti nell’area dei Caraibi e del Messico a 24 unità. Wyndham é già presente a Puerto Rico, St.Thomas, Repubblica Domenicana, Bahamas, Cozumel e la Rivera Maya in Messico. Si pensa che questa struttura ricettiva possa dare lavoro a circa 1.000 isolani, concedendo appalti a molte aziende isolane per la costruzione del resort - quindi sostenendo l’economia di St.Croix. Si ritiene che l’80 % degli impieghi sia devoluto agli isolani.St.croix sembra essere nel mirino di investitori di grande calibro, per lo sviluppo delle infrastrutture turistiche.
American Airlines ha introdotto una nuova regolamentazione relativa al babaglio a partire dal 15 Giugno 2008. Il costo per un pezzo sarà di 15 $, per il secondo 25$, per ogni tratta aerea, all’atto del check-in, imbarco. E’ un fatto stabilito che la TSA, la Transportation Security Administration proibisce il trasporto a bordo - quale babaglio a mano - di bottiglie di liquori, quindi del prelibato Rum delle Vergini USA. La nuova regolamentazione arriva dopo che tutti i maggiori vettori hanno dato il via all’applicazione di 25$ per il check-in del secondo bagaglio, su ogni tratta aerea prenotata. Ovviamente la reazione alle Isole Vergini Americane é stata inequivocabile. E’ decisamente un detrimento per l’economia dell’arcipelago, proprio in quanto destinazione turistica con regime di porto franco - Tax Free - inclusi i liquori. Meno vendita di liquori e del pregiato rum equivale a meno ricavo lordo in tasse, quindi in perdita di posti lavoro. L’extra costo- pari a 15$ e 25 $ - funziona quale deterrente ai passeggeri, che ovviamente possono decidere che non vale la pena acquistare liquori che poi debbono essere registrati al check-in, con pagamento della quota stabilita dalla linea aerea. “L’impatto negativo della vendita del rum ai turisti - afferma la Commissioner del Turismo, Signora Beverly Nicholson Doty - é evidente, benché il nostro territorio non rimanga un caso isolato e si stia tentando di evitare questa imposizione”. Le Isole Vergini Americane dipendono dal rimborso delle imposte del rum, che si aggira tra il 70 e gli 80 milioni di dollari, ricevuti dal Governo Federale su ogni gallone di rum venduto negli States. Questa ricaduta economica si aggira sui 600 milioni di $ in obbligazioni governative. I costi del carburante sembra che annichiliscano il business delle linee aeree. La sola American Airlines ha dovuto aggiornare il prezzo da Aprile, ben 14 volte, per far fronte agli incrementi del petrolio. C’è da dire che senza dubbio l’industria del turismo non ne guadagna, ma anche American Airlines subisce aggravi, pur rimanendo -nonostante gli incrementi dei prezzi -, assai competitiva. In definitiva: i passeggeri che acquisteranno biglietti in classe economica su tratte nazionali statunitensi, dopo il 12 Maggio ed entro il 15 Giugno 2008 potranno registrare un bagaglio gratuitamente all’atto del check-in ed il secondo pezzo per 25$ per ogni tratta. Dopo il 15 Giugno il primo babaglio dovrà essere pagato per 15$ a tratta, al check-in. Per il babaglio a mano non c’è alcuna nuova regola, sempre che il peso rimanga entro i 18 kg. concessi.Ci sono comunque alc
une eccezioni, che si applicano sulle distinte classi di business e di prima classe. L’unica soluzione possibile per il Gov.delle Isole Vergini USA - per non contravvenire alle regole della TSA - è mitigare la situazione attuale. Anche l’Associazione Albergatori si sta prodigando per trovare iniziative atte a sconfiggere gli incrementi dei costi. Un fatto é certo: per il mercato dei liquori e del rum isolano é una grave perdita, che influisce anche sull’imagine di Tax Free Shopping così legato alla destinazione Isole Vergini USA.