Il Sustainable Farm Institute delle Virgin Islands
Il terreno del The Virgin Islands Sustainable Farm Institute a St.Croix si estende per oltre 40 ettari su colline verdeggianti, incastonato nelle vallate dei rilievi di St.Croix, sul lato nord-occidentale dell’isola.I lavori iniziarono nel Febbraio 2003 nei frutteti e nei giardini, con la costruzione di una infrastruttura scolastica. Si é poi evoluto lentamente per diventare un progetto di cultura permanente. I giardini sono rigogliosi, con piante sempreverdi ed ortaggi, i frutteti oggi danno frutta, il bamboo cresce ogni giorno e la tilapia sembra beneficiare dell’acqua piovana e cresce nel laghetto. Le genesi di questo Istituto nasce con Ben Jones ed il suo amore per la natura. La sua esperienza sul terreno si forma in Georgia, quindi in Ecuador e a Cuba. Con l’intento di dedicare la sua vita alla conservazione ed all’educazione, Ben fonda VISFI per promuovere localmente l’agricoltura sostenibile, con la speranza di ampliare il suo messaggio ad altre comunità internazionali.
Lo scopo del VISFI è quello di promuovere l’agro-ecologia: un settore innovativo
dell’agricoltura che mixa la produttività con la conservazione delle risorse, usando modelli gestionali ecologici ed indigeni, al fine di creare un sistema di vita sostenibile. Il tutto poggia sulla certezza che l’esperienza locale, d’agricoltura organica e di educazione pratica siano i primi passi per fondare comunità vitali ed ottenere sostenibilità a lungo termine, in ambienti sani. Questo credo ha portato alla creazione di quattro pilastri: educazione, sostenibilità, comunità ed ambiente. La visione dell’istituto é promossa da decisioni che si basano su questi quattro punti.Per visitare questa Fam ed apprendere circa ogni programma promosso ed in calendario, basta consultare il sito www.visfi.org
L’arcipelago sta “soffrendo”: anche in questo luogo di pace, i tropici all’insegna della rilassatezza e del benessere, la quotidianità é scandita dal caro petrolio. Il traghetto giornaliero che collega la piccola isola di St.John a St.Thomas - ed alla capitale Charlotte Amalie -, grazie a due porti d’attracco - Red Hook a St.Thomas e Cruz Bay a St.John - ha dovuto già incrementare i prezzi, a Febbraio ed ora chiede il decremento della corse giornaliere per far fronte ai costi del carburante. La compagnia dei traghetti richiederebbe di elevare i prezzi del passaggio sul targhetto di almeno 2 $, per qualsivolglia tipologia di passeggero. Inoltre di tagliare alcune corse, quella delle 8 del mattino e quella delle 10 di sera. Ridurre quindi il totale delle corse a tre durante la giornata, per ognuna delle direzioni, tre a St.Thomas e tre a St.John. Le corse quindi si concentrerebbero così: una al mattino, una al pomeriggio ed una alla sera. Praticamente le corse si concentrerebbero sull’uso del traghetto da parte degli isolani che neccesitano raggiungere le isole. L’aumento dei prezzi del gasolio inficierebbe il servizio tra le due isole se non aumentassero i prezzi e si riducesse il numero delle corse.La perdita economica del servizio traghetti si aggira tra i 3.800 ed i 4.000 $ al giorno. La fornitura di carburante é pari a 15.000 $, benché oggi sia sia al risparmio, facendo solo metà del pieno. Ancora una volta dovrà intervenire il Governo per far fronte a questo problema che oramai coinvolge lo scenario internazionale ed é già stato affrontato dalla linee aeree con un rincaro dei biglietti.
E’ stato reso ufficiale, dopo una gara il disegno “V.I Beauty” ha vinto tra i tre progetti presentati, al fine di procedere al conio del “quarter” commemorativo. Gli altri due disegni, “First in Freedom” e “Three Queens” hanno rivenuto ben minori apprezzamenti. Il design vincente illustra le tre maggiori isole, l’uccello ufficiale dell’arcipelago - il banana
quit - ed il fiore ufficiale - il cedro giallo ovvero il sambuco giallo -.Non manca una spiaggia con una palma autoctona tipica del territorio. Inoltre c’é la scritta: “United in Pride and Hope“: questo il motto ufficiale del territorio statunitense, che si ritrova anche nel sigillo ufficiale. Il design é rappresentativo della bellezza
naturalistica delle Isole Vergini Americane. Con questo risultato ora il Governatore John deJongh Jr. potrà consegnare il design alla Zecca degli Stati Uniti, con l’approvazione degli isolani che hanno votato il disegno preferito. E’ stata una votazione collettiva, in un processo storico, dopo che l’arcipelago fu selezionato unitamente ad altri territori statunitensi e a Washington D.C. per far parte del conio commemorativo. La produzione della moneta avverrà nel 2009. Il conio emetterà anche altre monete commemorative: Washington D.C., Puerto Rico, Guam, American Samoa e le Northren Mariana Islands.
Un programma per piccoli ed adulti é stato creato dal giardino botanico dell’isola di St.Croix, dalle 9 del mattino alle 12.00, il secondo sabato di ogni mese. Sono incontri che si svolgono al Bodine Visitor’s Center del St.George Village Botanical Garden. Le prenotazioni sono essenziali per contenere il numero dei partecipanti, poichè limitato ad un piccolo gruppo; i workshop costano 5$ a persona.Interessante quello del 12 Luglio 2008, TAINO ARTS and ARTIFACTS, che mette in luce il popolo
nativo originale dell’isola, vissuto oltre 2.000 anni fa. In questo workshop i partecipanti visitano le zone del giardino che mantengono ancora il patrimonio dell’arte e dei manufatti Taino, si visita il Museo e la sua collezione ed i bambini possono giocare con la creta e modellare i propri idoli ZEMI o i DISCHI NAVALI, da portare poi a casa.
Il 9 Agosto si tratta di DESERT PLANT ADAPTIONS, l’adattamento delle piante del deserto: poiché anche a St.Croix ad Agosto fa molto caldo, come fanno le piante a vivere in un clima caldo e secco ? In questo seminaro si visita il giardino dei cactus e si apprendono alcune tecniche naturale di adattamento delle piante tipiche dei climi e delle zone desertiche, al fiine di sopravvivere in condizioni estreme. Poi i partecipanti possono sperimentare quali tipi di procedimenti mantengono le piante del deserto, fresche.
possono essere intessute per creare abbigliamento oppure carta. Gli antichi egizi creavano la crata dal papiro (origine per altro del vocabolo “paper”). La parte interna dello stemma era tagliato in striscioline, poi unite l’una all’altra, quindi sovrapposte l’una sull’altra sugli angoli. Le strisce formvano un foglio di carta. In questo workshop i partecipanti raccoglieranno piante nel terreno del giardino, riducendole a fibre per forgiare la carta fatta a mano. Info:www.sgvbg.org