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BUCK ISLAND vince nell’ecoturismo con i voti della comunità web di Travelocity

Inserito il 22 gen, 2008

La comunità ondine di Travelocity ha dato il suo parere ed il suo voto ai migliori luoghi Eco nel buckislandreednm.jpgmondo: vince BUCK ISLAND National Monument a St.Croix, un atollo del portafoglio eco turistico delle Isole Vergini Americane. Il percorso sottomarino per esplorare la barriera corallina è stato giudicato il miglior “spot” eco non solo in America, me nel mondo intero. Dieci sono i luoghi nel mondo che a Dicembre sono stati resi ufficiali dall’editore d’IgoUgo, grazie ai suggerimenti ed alle raccomandazioni ricevute da 350.000 viaggiatori e assidui della comunità di Travelocity. Buck Island Reef National Monument è uno dei tre percorsi sottomarini tra i monumenti nazionali americani. Oltre 281 ettari d’area protetta nel sistema della barriera corallina che circonda l’isola di St.Croix, la maggiore dell’arcipelago caraibico delle Vergini Americane. 712,000 m² l’isola di soli 2.4 km situata a nord-est della costa di St.Croix.L’elkhorn coral barrier reef circonda due terzi dell’isolotto e dona riparo ad una grande varietà di pesci della barriera corallina. Altre specie a rischio nidificano sull’isola, tra queste le tartarughe marine e la sterna delle Antille, nell’avifauna. Pesci tropicali, coralli e flora e fauna esotica abbondano in questo luogo che è severamente protetto dal sistema dai Parchi Nazionali americano e che fu donato e reso National Monument grazie ad un’iniziativa di John Fritzgerald Kennedy nel 1961, ai tempi della sua presidenza. Leggi tutta la notizia »

Roy Lawaetz espone con Global Warming Series.

Inserito il 14 nov, 2007

Roy Lawaetz che giunge dall’isola di St.Croix, la più grande dell’arcipelago delle Isole Vergini Americane, espone alla 6ta Biennale d’Arte Internazionale Contemporanea di Firenze a Dicembre,1-9, 2007 con una serie d’opere che pongono l’accento sull’influenza culturale propria dei Caraibi, collegata alla posterità onnipotente del sole.
La sua GLOBAL WARMING SERIES assimila le credenze tribali pre-Colombiane per esaltare una questione attuale, dei nostri giorni. Lawaetz s’ispira agli indiani nativi Taino della sua isola, e più precisamente alla pietra triangolare Zemi, il “sasso-spirito”, per richiamare la genuinità di questo popolo che non infestava la natura, bensì la rendeva manifesta tramite la propria cultura. I Taino praticavano un modello di credo che riconosceva le divinità naturali, al contempo divinità del tempo e dell’atmosfera.
 
La sua opera interattiva “Atabey, Fertility Goddess”, Atabey, la Dea della Fertilità drammaticamente espone le temperature globali che si rinnovano: il fenomeno del riscaldamento della crisi climatica mostra inesorabilmente l’acqua che cola da un pezzo di ghiaccio inserito in un cono. Sembra un dramma teatrale d’Eugene Ionesco che faceva saltare funghi in ogni parte: come se il global warming - con il ghiaccio che si liquefa - influenzi direttamente le tele dell’artista caraibico. L’artista con l’uso del suo modello a triangolo di memoria atavico, sottolinea la preoccupazione ambientale contemporanea. Il triangolo coniuga una narrativa moderna che si sprigiona da pratiche sacrali dell’antica tradizione. I Taino credevano che alcuni Zemi potessero procurare l’acqua, e che le buone cose nella vita fossero direttamente collegate ad Atabey, la Dea della Fertilità.
global-warming.jpgL’opera “Olympic Torch Icon”  l’artista illustra la sfida – tramite il simbolo dello sport - nella più importante gara di grandezza  umana: bilanciare la situazione climatica mondiale. L’artista pone la sottile questione: l’enfasi che l’uomo ripone nel raggiungere record sportivi non è usata, grazie ai suoi poteri superumani, per restaurare accettabili parametri naturalistici proporzionati. Anche Leggi tutta la notizia »

Art Fusion per chi vuole avvicinarsi agli artisti isolani

Inserito il 8 ott, 2007

artfusioncover.jpgE’ una pubblicazione semestrale, ART FUSION, alla sua seconda edizione nell’Autunno 2007 ed in distribuzione nei maggiori centri culturali sulle tre isole, ma anche in distinti alberghi e musei. Trattasi di un manualetto tascabile, a colori, nato forse da artisti ispirati a visonari, ma che senza dubbio hanno unito le forze e la collaborazione tra tanti individui ed imprese sulle tre siole, per dar voce a quest’opuscolo. Le Vergini Americane non si limitano unicamente al sole, alle belle spiagge, alla natura abbondante ed alle brezze degli alisei. Offrono uno spesso strato di tradizioni e cultura, nonché di genti. Questo patrimonio unico - visibile nelle architetture ancora presenti e protette -, ha attirato molti artisti da tutto il globo che hanno saputo trarre con gli artisti delle Virgin Islands elementi d’ispirazione per la loro arte e per la loro carriera professionale. Ogni visitatore alle isole dovrebbe lasciar spazio anche all’arte ed avvicinarsi a quest’espressione così forte nell’arcipelago: visitare musei, gallerie d’arte, l’archeologia storica e coloniale e capire sia il passato sia il presente, entrando nelle sfere e negli ingredienti che hanno forgiato le genti di queste isole. L’opuscolo é un mezzo per avvicinarsi a questo mondo e contiene anche la lista completa del Virgin Islands Council on the Arts Artists & Organizational Registry List, che facilita la ricerca degli artisti e delle organizzazioni ad essi correlate. Chi voglia visionarne una copia può sempre consultare il sito: www.artfusionmagazine.com e sfogliare l’opuscolo dalla propria scrivania.

The Buccaneer: un resort di vera eleganza si fa il lifting

Inserito il 5 ott, 2007

areal-view-of-property.bmpSiamo stati a St.Croix proprio a Settembre 2007 ed abbiamo soggiornato al favoloso The Buccaneer Resort, un ….sette stelle (!?!). Che dire di quest’albergo che non tradisce mai ? Elegante, raffinato nei dettagli, ottima posizione, belle le sue tre spiagge, ottima la gastronomia per altro curatissima anche nella selezione vini. Insomma é un vero piacere essere cullati in questa struttura che, per altro, non é snob ! Stanno completando per Dicembre tutta la sezione del corpo centrale dell’albergo, sito sulla collina e dove gli ospiti arrivano e tradizionalmente effettuano la registrazione. Quest’area sta cambiando per migliorare ancor più l’impatto ospitale, comunque con il classico colore rosa che é un’identità storica del The Buccaneer. Tra le sorprese per gli Italiani che sceglieranno quest’albergo: un foglio notizie in Italiano che viene consegnato all’ospite all’atto della registrazione, così finalmente, anche chi non sa telefonare a casa, può destreggiarsi facillmente !!! Quello che ci ha colpito è la gradevolezza del personale che ci lavora: sempre gentili, sorridenti, curatissimi e disponibili. Si capisce chiaramente che amano il proprio albergo e sono orgogliosi di lavorarci. Alcune di queste persone vi lavorano da almeno 20 anni e non intendono certo cambiare albergo. Tutto questo è ancora più confortante, sapendo quindi che ci presta servizio e ci rende la vacanza al The Buccaneer ancora più allettante é gente che crede in quello che fa e non sono “stagionali” casuali…Noi non possiamo che elogiare questo resort e stimolare chi vuole un ricordo veramente “bello”, a soggiornarvi. Book The Buccaneer Right Now ! 

Un sito web per ogni emergenza creato dall’Ufficio del Turismo

Inserito il 5 ott, 2007

Il nuovo sito www.usviupdate.com é stato creato dall’Ufficio del Turismo delle Vergini Americane quale centro informativo di riferimento in casi d’emergenza: un mezzo per dispacciare velocemente ogni notizia importante, ogni informativa in caso di uragani o altre informazioni che interessino il turista ed il visitatore che vada alle US Virgin Islands. In questo sito si trovano anche utili indirizzi: una guida con la lista delle linee aeree, degli alberghi, degli aeroporti ad esempio. Quindi anche informazioni sulle condizioni meteo nonché una linea diretta di richiesta da parte della stampa, ovviamente con una serie di comunicati stampa d’interesse. Un altro servizio utile che l’Ufficio del Turismo dedica attivandosi a rispondere in breve tempo grazie al suo Team PR efficientissimo e sempre disponibile.

ROY LAWAETZ: dalle Isole Vergini Americane un artista di St.Croix alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze.

Inserito il 5 ott, 2007

Nuove esperienze visive dei Caraibi nella visione pittorica triangolare dell’arte, quest’anno aroy-and-rum-barrel-lady.jpglla Biennale d’Arte di Firenze a Dicembre 2007. Roy Lawaetz è l’artista dei Caraibi che giunge da St.Croix, la più grande isola dell’arcipelago delle Vergini USA, per esporre alla sesta edizione fiorentina dal 1° al 9 Dicembre 2007. La partecipazione di Roy Lawaetz è annunciata dall’Ufficio del Turismo delle Isole Vergini Americane in Italia.Un’occasione unica per ritrovare nell’arte di Lawaetz - così varia, vitale e rinvigorente - le tracce di una profonda cultura indigena che risale all’archeologia delle isole. Già ragazzino Roy Lawaetz trascorreva il doposcuola al Museo Archeologico di St.Croix per apprendere le origini del suo popolo. I Taino e gli Arawak, indiani nativi, colpirono la sua attenzione proprio per le forme adottate negli oggetti rituali: la pietra ZEMI triangolare. In questo sasso levigato - oggetto di culto e relitto storico - si racchiude l’essenza dell’immagine triangolare, che é forma universale prima ancora del rettangolo convenzionale, del cerchio oppure dell’ovale. Questa forma triangolare primordiale, che esula dall’influenza architettonica del mondo occidentale, è un ideale che influenza ed ispira Roy Lawaetz nella sua libera immaginazione. Lawaetz fugge dal concetto che la forma zemi.jpgtriangolare ZEMI è solo idolo pagano di una popolazione non cristiana, simbolizzante solamente un’aberrazione. Queste pietre arcaiche non sono solo meri relitti storici: misurano alcuni centimetri - se comparate alle misure colossali delle Piramidi d’Egitto - ed emanano qualcosa dimisterioso. Cristoforo Colombo quando approdò a St.Croix durante il suo secondo viaggio transatlantico nel 1493, portò con se alcuni esemplari ZEMI poiché gli Europei consideravano queste forme triangolari una curiosità artistica. Gli Spagnoli, ovviamente accecati dall’appariscenza dell’oro e dal fanatismo religioso, non esitarono a distruggere ogni tesoro artistico della cultura preistorica delle Antille. Per questa ragione anche 500 anni dopo la Conquista, la conoscenza della cultura Taino nel mondo è veramente ridotta al minimo. Esistono alcuni manufatti  che miracolosamente sono sopravvissuti e sono conservati allo Smithsonian Institution a Washington, al The Heye Foundation a New York, al Museo dell’America a Madrid, al British Museum a Londra, all’Etnographic Museum di Copenhagen ed al Museo dell’Uomo a Parigi, oltre a poche collezioni private e pubbliche. Forse questa cultura preistorica - che risale all’incirca al 100 B.C. - con le sue caratteristiche singolari, ha conquistato un lembo di riconoscimento grazie a valide istituzioni archeologiche, ma ciò nonostante non è stata integrata nelle dinamiche del folklore e del turismo dei Caraibi. Lawaetz non vuole che l’antica cultura delle Antille sia roy-studio-stx-013.jpgridotta ad un terreno di scavi archeologici o a temi e miti dimenticati! I Taino, che contavano una popolazione di  almeno due milioni, hanno lasciato una civiltà ricca di forme triangolari ed unica, un culto del ciclo della vita e degli elementi terrestri che condizionano ed alterano la vita dell’uomo. Vento, acqua e sole hanno giocato un ruolo vitale nell’arcipelago dei Caraibi e le pietre triangolari ZEMI sono ancore psicologiche per annientare la paura, per alimentare la speranza e la convinzione tra mondo conosciuto e sconosciuto. Queste forme a tre punte hanno rappresentato la configurazione pre Cristiana dell’ideale della Divina Trinità prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo. C’è quindi un parallelismo ironico. Oggi c’è una tendenza al recupero dell’antica civiltà Taino. Il Modular Triangular System di Roy Lawaetz è un esempio del rinnovato interesse nei Taino.
Lawaezt esalta il significato del triangolo per uscire dalla conformità rettangolare del mondo dell’arte, quindi della conversione dello spazio tridimensionale in una rappresentazione bidimensionale. L’arte in questo modo rimane chiusa nelle sue cornici rettangolari. E’ un uso incontestato del rettangolo, tale da essere adottata impunemente dall’industria, dai fornitori, dalle gallerie e dai musei d’arte, dalle stampe della riproduzione massificata fino alle aste.
Forse abbandonare il rettangolo è difficile, considerandone la sua esistenza nel corso dei secoli? Forse il rettangolo offre agli artisti un formato pratico sul quale poi dipingere? O forse oggi il rettangolo rappresenta - tutto sommato - un business di milioni di miliardi. Tutto è rettangolare nel mondo degli umani: il letto, le porte, le costruzioni prefabbricate, i tappeti, le tovaglie, i libri, gli schermi dei computer e tutti gli strumenti di base legati all’apprendimento.  Nell’arte il rettangolo è stato adottato dagli artisti per emulazione. E’ sempre stato il formato per il quale l’artista è stato giudicato per la posterità. Usato da milioni d’artisti, da studenti d’arte in tutto il mondo. Forse  che i quattro angoli del rettangolo sono fondamentali per la percezione dell’artista? Van Gogh, ad esempio, usava una cornice rettangolare per creare prospettiva.
E se di colpo la superficie rettangolare sulla quale l’artista lavora, si staccasse dalla realtà di normativa accettata e diventasse triangolare ?
Lawaetz recupera dalle civiltà scomparse la chiave alle verità universali, oltre al significato archeologico. La forma rettangolare - riferimento dei valori occidentali - è abbandonata da Lawaetz e rimpiazzata con il triangolo per sviluppare un’estetica esplorativa legata alla cultura dei Caraibi.  Lawaetz trasforma così il mito ZEMI in una piattaforma multi culturale e promuove il triangolo a forma legittima, per offrire espansione all’espressione artistica. Il triangolo ha una potenzialità nascosta e può diventare progetto estetico oltre che nuovo linguaggio pittorico. Il Modular Triangular System di Roy Lawaetz offre tutte queste soluzioni:

Angolarità: immobilizza un fattore dinamico in un’equazione artistica.
Diversità: applicazioni multiple a supporto di una serie svariata d’opzioni
Flessibilità: offre all’artista una nuova base di supporto per l’innovazione
Formati: design alternativo indipendente dalle configurazioni pre-stabilite
Interazione: integrazione tecnologica che dona il supporto a nuovi ruoli di partecipazione

Inter-Aggancio: combina elementi di frammenti individuali con ottima versatilità
Modularità: offre una qualità organica al supporto per la pittura
Mutazione: gli elementi della tela d’artista si possono espandere per inglobare altri formati distinti
Scultura: la tridimensionalità può essere integrata nella forma artistica, se si desidera
Riempimento-Vuoto: la relazione tra i due elementi può accentuarsi sensibilmente.
Roy Lawaetz ricorda che quando gli schiavi neri dell’Africa furono introdotti nella regione dei Caraibi, nuovamente il concetto del triangolo ritornò in voga, non più come forma ZEMI dei Taino, ma nel concetto del triangolo associato alla tratta degli schiavi ed al commercio coloniale. Così il triangolo per Roy Lawaetz s’associa anche al fenomeno della schiavitù dei neri. Il triangolo assume un ruolo importante nella storia dei Caraibi: è provocazione per capire il passato, è una via d’uscita per illustrare una particolare tradizione specifica di questa regione geografica, ed al contempo un percorso di liberazione per ritrovare la propria identità. Il background unico dei Caraibi, la sua geografia e complessità, possono certamente produrre stimoli per uno stile artistico che nasce dalle sue ricche origini culturali e dalla sua frammentazione storica.

Ecco il principio di Roy Lawaetz: il triangolo quale forma di partenza.
book.gifIl Triangular Modular System offre ben 50 forme diverse per variabili non convenzionali sulle quali poi dipingere. Ovviamente tutte le forme sono fatte su misura, e non sono certo disponibili nei negozi di materiali per gli artisti. Paradossalmente, benché sia un grande unico denominatore dell’Arte, il rettangolo restringe le possibilità multi culturali, Il triangolo collegato insieme con altri triangoli stabilisce una nicchia e qualità nell’arte, estendendone la sua dimensione grazie alla moltiplicazione o tramite forme mutanti. Il ruolo del triangolo nell’arte trasforma e, molteplici triangoli su tela possono diventare link attivi nel processo di costruzione di un intero dipinto. L’artista può lavorare, infatti, con i singoli triangoli che sono creati per una distinta forma, e la forma finale è il risultato di un processo pittorico che si configura unendo tutti i triangoli. Pensate poi a com’è comodo smontare ogni triangolo che compone un’opera, riporli oppure inviarli alle mostre, espandendo o componendo l’opera secondo la decisione dell’artista, in piena libertà di scelta, e con la potenzialità creativa di un lavoro veramente individuale! Per un Nuova Eta’ dell’Arte il Triangular Modular System può diventare parte integrante dell’arte industriale, con una dimensione vibrante. Ma queste sono supposizioni ancora sconosciute. Fatto sta che Roy Laweatz non fa morire il supporto della pittura. Forse contribuisce a riscoprirlo. (www.roylawaetz.com)
 

 

Una conferenza a St.Croix per il Turismo di Cultura e Tradizioni

Inserito il 30 ago, 2007

Il Virgin Islands Humanities Council sponsorizza una conferenza sul Cultural Heritage Tourism, a St.Croix il 14 e 15 Settembre 2007.  Il tema é: “Il Futuro ed il Passato: il business del Cultural Heritage Tourism”, quanto più azzeccato per l’arcipelago delle Vergini Americane che conservano un retaggio storico culturale ricchissimo.  La conferenza ha lo scopo di sensibilizzare la comunità dell’arcipelago nel capire quali benefici economici sussistano nel preservare e promuovere la cultura e le tradizioni attraverso il turismo. La V.I. Humanities Council - grazie ad una donazione ottenuta nel 2006 pari a 46.000 $ circa - riesce a sostenere il progetto statale basato sulla cultura e le tradizioni; incoraggiare e rafforzare l’insegnamento, lo studio, l’apprezzamento della storia e della cultura americana tramite progetti che ne esplorino il significato in eventi, tematiche e conoscenza avanzata dei principi che definiscono “l’America”. Il Territorio delle Isole Vergini Americane ha già iniziato a rivalutare quest’aspetto forte della cultura e delle tradizioni. Nella conferenza due studenti interverranno con una mostra multimediale “My Neighborhood, My Virgin Islands” che Leggi tutta la notizia »

Nuvole, pioggia e vento a causa del passaggio di Dean

Inserito il 21 ago, 2007

vault.jpegI residenti delle Isole Vergini Americane si sono svegliati il Sabato mattina 18 Agosto 2007 con un cielo blu ed un vento attivo e molto fresco, ma il pomeriggio - causa il passaggio a sud dell’Uragano Dean - ha portato nuvole, pioggia e onde alte nell’arcipelago. Verso le 15.00 infatti é iniziata una forte pioggia; più di due centimetri e mezzo in soli pochi minuti si sono registrati alla stazione metereologica di Ajax Peak Weather Station Zephryr a St.John. Leggi tutta la notizia »

La copertina di AD americano con una dimora di St.John

Inserito il 19 lug, 2007

Una casa spettacolare a  St. John, creata da due Virgin Islanders é in copertina sull’ ad.jpgArchitectural Digest americano del mese di Agosto 2007. 
Questa casa è la corona d’alloro della designer di St. Croix Twila Wilson e dell’architetto di  St. Thomas Michael de Haas. L’architetto di St. Thomas Wendy Jacobs Ramos ha curato il design dei giardini e della paesaggistica. Hawksview Estate si trova tra  Trunk Bay ed Hawksnest Bay. 
I proprietari d’origine tedesca di questa casa, Karl-Erivan e Katrin Haub, sapevano cosa volevano: Charlie (Karl-Erivan) frequenta St. John da quando era un ragazzino, da quando la famiglia Gibney era proprietaria della tenuta. Sapeva che sarebbe sempre ritornato a St.John: costruirvi una casa é stato sempre il suo sogno ! St.John è il luogo che più ama al mondo. La designer Wilson non fa fatica ad affermare di avere il miglior lavoro del mondo - “I have the best job in the whole world” - ovviamente nel luogo più bello del mondo, St.John, con la costa caraibica, le albe ed i tramonti, “And we are one of the most beautiful locations in the world, with the Caribbean coastline, the sunrises, the sunsets.” 
La casa risplende di colori vivaci, verde kiwi, arancio, corallo rosso, mango, rosa come l’ hibiscus ed il lampone ed almeno una dozzina di toni diversi di giallo. Leggi tutta la notizia »

SEABORNE AIRLINES collega due arcipelaghi delle Vergini, Americane e Britanniche.

Inserito il 19 lug, 2007

transparent.jpgSeaborne Airlines’ seaplane ha iniziato il servizio di voli da St.Thomas, USVI a Virgin Gorda, BVI,  Martedì 17 Luglio. Lo sforzo nell’operare questi voli è generato sia dal Governo delle Vergini Britanniche, sia dall’Ufficio del Turismo locale, così come dall’ Air Safety Support International (ASSI) e dalla Seaborne Airlines. Il lavoro svolto congiuntamente negli ultimi due anni ha potuto certificare l’aeroporto acquatico delle BVI e dello U.K. ed ampliare così, di conseguenza, il visitor’s center per i servizi trasporto in idrovolante.Il BVI Tourism Board Chairman, Russell Harrigan ha affermato anche che l’impegno é stato molto laborioso. Il volo inaugurale ha così segnato l’inizio di un servizio di voli andata e ritorno da St.Thomas a Virgin Gorda, con operativo  ufficiale il Venerdì, grazie alla compagnia delle Vergini Americane, Seaborne Airlines. I voli della Seaborne arrivano e partono dal visitor’s center a Gun Creek, BVI, che al contempo – oltre al dock per l’idrovolante - include anche la dogana e il check-point per l’immigrazione, trattandosi di un territorio ben distinto e sotto bandiera diversa rispetto all’arcipelago delle Vergini Americane. Pertanto: turisti, non dimenticatevi il passaporto ! Tra i servizi anche il collegamento via mare col traghetto ai resort dell’area delle Vergini Britanniche, un parcheggio ed un servizio taxi. Omer ErSelcuk, presidente e CEO di Seaborne Airlines afferma che la sua compagnia offre collegamenti logistici tra i due arcipelaghi U.S. e British Virgin Islands per aumentarne i benefici economici e l’efficienza veloce della produttività nei commerci.    Un biglietto di andata e ritorno tra St.Thomas e Virgin Gorda costa intorno ai $170. Seaborne lancia una tariffa estiva di $99 a partire al 5 Agosto, 2007.
      Seaborne Airlines serve le Virgin Islands con voli quotidiani a Charlotte Amalie, St. Thomas; Christiansted, St. Croix; Old San Juan, Puerto Rico; ed ora anche il servizio durante i weekend a North Sound, Virgin Gorda. Due piloti e due motori: la compagnia aerea opera cinque deHavilland Twin Otter DHC-6 , idrovolanti per 17 passeggeri. Seaborne Airlines dal 1993 ha trasportato oltre 1 milione di passeggeri !

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