L’agricoltura alle Vergini Americane, risorsa e sfida.
I contadini e le fattorie che si trovano nell’arcipelago delle Isole Vergini Americane, si confrontano con una serie di rischi e di sfide, ma si calcolano almeno tre tra le maggiori organizzazioni agricole locali, che hanno abbracciato l’impegno nel ripotare in vita la tradizionale agricola grazie ad una serie d’iniziative, che vanno dallo sviluppo dell’agri-turismo alla costruzione di farmers’ market permanenti sia a St.Thomas sia a St.Croix. Sembra che ci sia un consenso generale nel prendere atto che l’agricoltura sia stata in parte archiviata nel corso del periodo a metà degli anni ‘60, quando l’ultima della fabbriche di lavorazione della canna da zucchero a St.Croix chiuse i battenti ed il gigantesco impianto di Hess Oli Virgin Islands Corp la sostituì così come Harvey Alluminium, contribuendo così a trasformare una vocazione agricola originale in una più orientata al turismo. Lo scopo é di ritonare a basarsi sull’agricoltura. Molti contadini e proprietari di fattorie hanno colto l’occasione per prendere il meno il timone per l’avvenire dei nuovi raccolti e della pastorizia, fonte produtiiva tipica del territorio. S’inizia quindi dalle scuole con seminari sull’agricoltura e corsi specializzati per chi ne ha la vocazione, per arrivare ad una fioritura di sviluppo reale di impianti agricoli, anche per la lavorazione dei prodotti gastronomici e l’allevamento d’animali. Si parla almeno di circa 300 attività che in questo settore specifico dell’industria possono offrire molteplici benefici, soprattutto oggi con le nuove tecnologie disponibili. L’agricoltura deve quindi essere presa più sul serio, dimenticando gli ultimi quarant’anni duranti i quali é stata in parte disattesa. Questo atteggiamento potrebbe risolvere anche alcuni quesiti sullo sviluppo economico più in generale. La realtà attuale presenta solo alcuni contadini full time. Infatti, la maggior parte della gente s’impiega anche in altri lavori durante la settimana, lasciando ben poco tempo ad attività quali piantare nuove piante, effettuare il raccolto e preparare il terreno per una nuova coltivazione. Questo é quanto afferma il Presidente dell’Associazione dei Contadini di St.Croix, Percival Edwards - della St.Croix Farmers in Action. Apparentemente sembra che ogni contadino accusi la mancanza di forza lavoro, in grado di coltivare la terra oppure solo assistere il contadino in qualsiasi modo. Cinque impiegati solo per tre o quattro mesi all’anno servirebbero almeno a portare a compimento molto di più di ciò che si riesce a fare attualmente. Il così detto manpower aiuterebbe anche solo a creare nuovi posti di lavoro. C’é bisogno di una legislazione nuova che disegni linee guida, logistica e procedure e crei un programma marketing che consenta di operare in collaborazione con gli universitari ed il Ministero dell’Agricoltura, affiché si crei una statistica effettiva di ciò che si produce, delle quantità e della distribuzione che s’effettua. Anche qui sembra che manchi un finanziamento delle banche che incentivi l’imprenditoria agricola.Inoltre si sommano rischi naturali, primo fra tutti insetti infestanti e nocivi, che nuociono alla frutta oppure distruggono interamente il raccolto. Oppure, ad esempio, la particolarità del terreno di St.Thomasm che obbliga i contadini a coltivazioni a terrazza, talvolta molto lungo nel procedimento poiché spesso dipende dalla qualità del terreno, se sassoso o che necessiti comunque di opere di scavo laboriose. Questa caratteristica del terreno collinare é anche uno dei motivi per il quale la maggioranza dei contadini sceglie di impostare frutteti: se c’é una tempesta tropicale oppure la pioggia fa franare praticamente la collina, gli alberi da frutta possono frenare questo processo ed al contempo hanno bisogno dell’acqua.I piccoli arbusti, quali ad esempio le piante officinali o le spezie - il timo per citarne una -, non possono sostenere questo rischio. Sono recenti gli effetti del vento e della pioggia portati dall’uragano Omar, che ha pesantemente colpito St.Croix, distruggendo frutta e piante di mogano. I danni si sistemano solo nel corso di molteplici settimane, ma l’impatto sul produttore é pesante. Si parla di perdite di raccolto, danni alle infrastrutture, accessi alle strade completamente interrotti o bloccati. La V.I. Farmers Cooperative si é sviluppata dalla sua creazione nel 2005 (all’epoca solo sette erano i soci), per diventare una coperativa che conta 73 soci. Una delle sue funzioni é riattivare l’industria agricola e creare dei pool di contadini per offrire una fornitura più consistente di prodotti coltivati localmente. Nel 2006 la cooperativa ricevette 172.000 US$ in fondi per i piccoli agricoltori, da parte dello U.S. Department of Agricolture, con la finalità di produrre un mix di prodotti agricoli redditizi. I finanziamenti sono stati investiti in studi di fattibilità per tre terreni a St.Croix: la Windsor Farm, la La Reine A Field e Estate Grange. Ottentuti i dati si é operato per lo sviluppo di un marketing e business plan per capire come portare i tre terreni allo stesso livello di produttività. Ad esempio: la Windsor Farm é impostata per agro ed eco-turismo, mentre la Reine A Field potrebbe produrre fieno e composta finalizzati alla produzione di bestiame e fertilizzanti prodotti localmente. La Estate Grange invece é indirizzata alla produzione di vegetali nonché e divenire un farmer market permanente ed una serra. Il farmer market dovrebbe essere disponibile al pubblico per sette giorni la settimana, offrendo sia ai contadini sia agli acquirenti un luogo fisso per vendere e comperare i prodotti. La cooperativa ritiene di poter essere pronta entro Dicembre 2008. La creazione di una regolamentazione agricola e dell’alimentazione per l’intero territorio é attualmente in lavorazione e s’incaricherebbe di studiare l’incremento del raccolto, la produzione pastorizia e mettere a disposizione risorse per i residenti anziani o con bassi intrioti, affinché possano acquistare il cibo locale e promuovere al contempo l’educazione all’agricoltura nelle scuole locali. Lo sviluppo di una nuova industria dell’agricoltura é lo scopo della St.Croix Farmers in Action nel corso dell’ultimo decennio. Si sta lavorando orami da otto anni per restaurare la Estate Bethlehem Sugar Factory una delle ultime tre a chiudere negli anni ‘60 a St.Croix, indirizzando la svolta finale verso una società industriale.Si sta pensando di usare una parte della fabbrica per la lavorazione delle piante di mango, producendo succhi, gelatine ed altri prodotti, oltre ad una scuola di cultura e d’arte che insegni a fabbricare ed intessere ceste e tessuti con fibre vegetali, ed una riserva faunistica per i contadini che allevano bestiame. E’ un impegno monumentale che vede diversi settori coinvolti, anche i ristoratori, tutti con un’unica finalità: quella di rivalutare il comparto dell’agricoltura quale economia sostenibile, dando valore anche e soprattutto alle coltivazioni ed alla pastorizia autoctona, ed offrendo competitività oltre a prodotti locali biologici e genuini.
marzo 10, 2009 at 1:51 am
Il programma del quale parliamo é valido solo per residenti ed abitanti delle ns. isole. Siamo spiacenti di deluderLa.