Roy Lawaetz espone con Global Warming Series.
Roy Lawaetz che giunge dall’isola di St.Croix, la più grande dell’arcipelago delle Isole Vergini Americane, espone alla 6ta Biennale d’Arte Internazionale Contemporanea di Firenze a Dicembre,1-9, 2007 con una serie d’opere che pongono l’accento sull’influenza culturale propria dei Caraibi, collegata alla posterità onnipotente del sole.
La sua GLOBAL WARMING SERIES assimila le credenze tribali pre-Colombiane per esaltare una questione attuale, dei nostri giorni. Lawaetz s’ispira agli indiani nativi Taino della sua isola, e più precisamente alla pietra triangolare Zemi, il “sasso-spirito”, per richiamare la genuinità di questo popolo che non infestava la natura, bensì la rendeva manifesta tramite la propria cultura. I Taino praticavano un modello di credo che riconosceva le divinità naturali, al contempo divinità del tempo e dell’atmosfera.
La sua opera interattiva “Atabey, Fertility Goddess”, Atabey, la Dea della Fertilità drammaticamente espone le temperature globali che si rinnovano: il fenomeno del riscaldamento della crisi climatica mostra inesorabilmente l’acqua che cola da un pezzo di ghiaccio inserito in un cono. Sembra un dramma teatrale d’Eugene Ionesco che faceva saltare funghi in ogni parte: come se il global warming - con il ghiaccio che si liquefa - influenzi direttamente le tele dell’artista caraibico. L’artista con l’uso del suo modello a triangolo di memoria atavico, sottolinea la preoccupazione ambientale contemporanea. Il triangolo coniuga una narrativa moderna che si sprigiona da pratiche sacrali dell’antica tradizione. I Taino credevano che alcuni Zemi potessero procurare l’acqua, e che le buone cose nella vita fossero direttamente collegate ad Atabey, la Dea della Fertilità.
L’opera “Olympic Torch Icon” l’artista illustra la sfida – tramite il simbolo dello sport - nella più importante gara di grandezza umana: bilanciare la situazione climatica mondiale. L’artista pone la sottile questione: l’enfasi che l’uomo ripone nel raggiungere record sportivi non è usata, grazie ai suoi poteri superumani, per restaurare accettabili parametri naturalistici proporzionati. Anche “Flowers of The Diaspora” esalta le implicazioni dell’evoluzione naturalistica e dei cicli naturali, quali ad esempio i violenti uragani che diventano vieppiù frequenti nell’epoca moderna. La velocità del vento distrugge l’eredità culturale così come la regressione artica della calotta polare si scioglie in ombre pittoriche riportate nell’opera di Lawaetz.
In sintesi: Lawaetz denuncia come i principi umanitari occidentali e la religione tendano a stressare l’importanza e la necessità di essere corretti verso gli altri, ma in realtà non hanno mai focalizzato seriamente il pianeta quale primo elemento d’amicizia. Al contrario il pianeta è stato considerato per lo sfruttamento, lo sviluppo, la conversione, la conquista imperialista, il dominio e la manipolazione. Ciò non succedeva con i primi abitanti pacifici, i Taino, la cui relazione con la natura si poggiava su relazioni semplici, con il rispetto delle divinità. La serie Global Warming è esposta a Firenze alla Biennale d’Arte Internazionale Contemporanea ed è un tributo postmoderno a queste genti tribali che un tempo abitavano i Caraibi.
La partecipazione di Roy Lawaetz alla Biennale d’Arte Int. Contemporanea dal 1° al 9 Dicembre alla Fortezza da Basso è supportata dall’Ufficio del Turismo delle Isole Vergini Americane e dal Virgin Islands Council on the Arts nell’intento di promuovere il turismo in un congiunto culturale più vasto, tale da far apprezzare usanze, costumi e tradizioni di un arcipelago tra i più singolari dell’area caraibica, con una storia di numerose colonizzazioni europee ben presenti tramite architetture, folklore, musica, danze e gastronomia. Il Turismo Culturale è inesorabilmente l’approccio più innovativo delle Isole Vergini “stelle & strisce” promuovono per salvaguardare la destinazione anche nelle sue caratteristiche ambientali; natura e cultura, sono un binomio imprescindibile per il vero viaggiatore cosciente dell’età moderna.
Alcune opere di Roy Lawaetz sono esposte anche presso il Bernini Palace Baglioni Hotel di Firenze ove il 4 Dicembre l’Ufficio del Turismo dell’arcipelago caraibico intrattiene partner professionisti del turismo, autorità e stampa per celebrare quest’iniziativa unica ed il suo artista di St.Croix, espositore alla Biennale di Firenze.